2 giugno 1946, voto alle donne. 80 anni di conquiste sociali.

In occasione dell’80° anniversario del voto alle donne in Italia, l’Aula Magna dell’Istituto di Istruzione Superiore “Corridoni - Campana” ha organizzato nella mattinata dell’11 maggio una giornata commemorativa dedicata al 2 giugno 1946, data che ha segnato una svolta decisiva nella storia del nostro Paese. L’iniziativa è stata promossa dal Circolo Culturale +76 di Osimo in collaborazione con l’istituto scolastico.

Un incontro intenso e partecipato, dedicato a una delle più importanti conquiste civili della storia italiana: il diritto di voto alle donne. Un tema affrontato non solo dal punto di vista storico e giuridico, ma anche come occasione di riflessione sul presente, sul valore della partecipazione democratica e sulla necessità di sviluppare nei giovani un autentico pensiero critico.

Ad accogliere ospiti e studenti è stata la Dirigente scolastica, professoressa Milena Brandoni, che ha aperto l’incontro con un suggestivo accompagnamento musicale, proponendo alcuni brani dedicati alla figura femminile — da Donna, donna di Donovan a La fata di Edoardo Bennato, fino a No Woman, No Cry di Bob Marley — sottolineando il ruolo della musica come strumento di memoria e sensibilizzazione.
A introdurre il tema è stata Monica Bordoni, presidente del Circolo culturale +76, che ha ricordato il profondo significato dell’anniversario: «Nulla è stato regalato». Il diritto di voto femminile, infatti, è stato il risultato di sacrifici, battaglie culturali e sociali, di un lungo cammino verso il riconoscimento della dignità e della piena cittadinanza delle donne.

Relatore dell’incontro, Gerardo Villanacci, professore ordinario di Diritto Privato presso l’Università Politecnica delle Marche, nonché Presidente della Fondazione Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali. Il suo intervento ha guidato gli studenti in un articolato percorso storico, costituzionale e sociale, capace di intrecciare diritto, memoria e attualità. Il professore si è soffermato in particolare sugli articoli 3 e 48 della Costituzione italiana, sottolineando come il voto rappresenti un diritto universale e uno dei fondamenti della democrazia. L’articolo 3, definito “il cuore della Costituzione”, sancisce infatti il principio di uguaglianza e il dovere della Repubblica di rimuovere ogni forma di discriminazione. «Il voto è prima di tutto consapevolezza», ha spiegato Villanacci, chiarendo che, pur essendo definito dalla Costituzione un dovere civico, esso rappresenta soprattutto un diritto che ogni cittadino può scegliere responsabilmente di esercitare.

Ampio spazio è stato dedicato alla lunga strada che ha portato le donne italiane alle urne. Un percorso iniziato ben prima del 1946, già negli anni successivi all’Unità d’Italia, e caratterizzato da profonde difficoltà in una società fortemente patriarcale, dove alla figura femminile era affidato quasi esclusivamente il ruolo domestico e familiare. Tra le figure ricordate durante la conferenza anche Maria Montessori, nata a Chiaravalle, che nel suo saggio La vita sostenne con forza il diritto delle donne a esprimere il proprio pensiero e a partecipare alla vita pubblica e politica.

Il relatore ha poi evidenziato il ruolo decisivo svolto dalle donne durante la Prima Guerra Mondiale, quando, con gli uomini al fronte, dimostrarono di poter assumere responsabilità e mansioni fino ad allora considerate esclusivamente maschili. Un cambiamento sociale importante, che contribuì ad aprire il dibattito sul diritto di voto. La vera svolta arrivò infatti nel 1946 con il decreto Bonomi che introdusse il suffragio universale. Le donne votarono per la prima volta alle elezioni amministrative del 10 marzo 1946 e pochi mesi dopo parteciparono allo storico referendum tra Monarchia e Repubblica, contribuendo alla nascita della nuova Italia democratica. Contestualmente venne eletta anche l'Assemblea Costituente, nella quale entrarono per la prima volta ventuno donne, appartenenti a differenti schieramenti politici. Una presenza fondamentale nella costruzione della Repubblica e nella definizione dei principi costituzionali.

Particolarmente significativa la riflessione conclusiva del professor Villanacci sulla situazione contemporanea. Nonostante i progressi raggiunti, la piena parità tra uomini e donne appare ancora lontana: persistono il divario salariale, le disparità occupazionali, il peso del lavoro domestico, oltre ai gravi temi della violenza e della sicurezza. «Siamo ancora lontani dall’attuazione concreta dei principi contenuti nei primi articoli della Costituzione», ha osservato il relatore con lucidità e realismo.
Il referente ha inoltre invitato gli studenti a sviluppare una maggiore sensibilità verso il patrimonio culturale italiano, materiale e immateriale, sottolineando l’importanza della musica, del restauro e della tutela dei beni culturali come strumenti di crescita civile e opportunità lavorative future.

La Dirigente scolastica ha infine ribadito l’importanza del voto come strumento di partecipazione democratica e la necessità di educare i giovani alla responsabilità civile. La conferenza si è conclusa con domande e riflessioni degli studenti e dei docenti presenti, in un clima di vivo interesse e partecipazione, confermando quanto il tema dei diritti, dell’uguaglianza e della cittadinanza attiva sia oggi più che mai attuale.