Educazione Civica

Educazione Civica

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EDUCAZIONE CIVICA

ASPETTI CONTENUTISTICI E METODOLOGICI previsti dalle Linee Guida.

I nuclei tematici dell’insegnamento, e cioè quei contenuti ritenuti essenziali per realizzare le finalità indicate nella Legge, sono già impliciti negli epistemi delle discipline.

Per fare solo alcuni esempi, “l’educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari” e la stessa Agenda 2030, cui fa 2 riferimento l’articolo 3, trovano una naturale interconnessione con le Scienze naturali e con la Geografia; l’educazione alla legalità e al contrasto delle mafie si innerva non solo della conoscenza del dettato e dei valori costituzionali, ma anche della consapevolezza dei diritti inalienabili dell’uomo e del cittadino, del loro progredire storico, del dibattito filosofico e letterario. Si tratta dunque di far emergere elementi latenti negli attuali ordinamenti didattici e di rendere consapevole la loro interconnessione, nel rispetto e in coerenza con i processi di crescita dei bambini e dei ragazzi nei diversi gradi di scuola. Nel rispetto dell’autonomia organizzativa e didattica di ciascuna istituzione scolastica.

Le Linee guida si sviluppano intorno a tre nuclei concettuali che costituiscono i pilastri della Legge, a cui possono essere ricondotte tutte le diverse tematiche dalla stessa individuate:

1. COSTITUZIONE, diritto (nazionale e internazionale), legalità e solidarietà.

La scelta della trasversalità di questo nuovo insegnamento risponde alla necessità di perseguire una pluralità di obiettivi di apprendimento e di competenze non ascrivibili solamente ad una singola disciplina, bensì offrendo un paradigma di riferimento diverso, quello dell’educazione civica come matrice valoriale trasversale che va coniugata con le discipline di studio.

La conoscenza, la riflessione sui significati, la pratica quotidiana del dettato costituzionale rappresentano il primo e fondamentale aspetto da trattare. Esso contiene e pervade tutte le altre tematiche, poiché le leggi ordinarie, i regolamenti, le disposizioni organizzative, i comportamenti quotidiani delle organizzazioni e delle persone devono sempre trovare coerenza con la Costituzione, che rappresenta il fondamento della convivenza e del patto sociale del nostro Paese.

Collegati alla Costituzione sono i temi relativi:

  1. a)  alla conoscenza dell’ordinamento dello Stato, delle Regioni, degli Enti

    territoriali, delle Autonomie Locali e delle Organizzazioni internazionali e sovranazionali, prime tra tutte l’idea e lo sviluppo storico dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite;

  2. b)  il concetto di legalità, di rispetto delle leggi e delle regole comuni in tutti gli ambienti di convivenza (ad esempio il codice della strada, i regolamenti scolastici, dei circoli ricreativi, delle Associazioni...) rientrano in questo primo nucleo concettuale, così come la conoscenza dell’Inno e della Bandiera nazionale e degli altri Simboli della Repubblica.

2. SVILUPPO SOSTENIBILE, educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio L’Agenda 2030 dell’ONU ha fissato i 17 obiettivi da perseguire entro il 2030 a salvaguardia della convivenza e dello sviluppo sostenibile. Gli obiettivi riguardano:

a) la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse naturali;

b) la costruzione di ambienti di vita, di città, la scelta di modi di vivere inclusivi e rispettosi dei diritti fondamentali delle persone, primi fra tutti la salute, il benessere psicofisico, la sicurezza alimentare, l’uguaglianza tra soggetti, il lavoro dignitoso, un’istruzione di qualità, la tutela dei patrimoni materiali e immateriali delle comunità; c) l’educazione alla salute, la tutela dell’ambiente, i temi riguardanti l’educazione alla salute, la tutela dell’ambiente, il rispetto per gli animali e i beni comuni, la protezione civile, temi che trovano comunque previsione e tutela in molti articoli della Costituzione.

3. CITTADINANZA DIGITALE, alla cittadinanza digitale è dedicato l’intero articolo 5 della Legge, che esplicita le abilità essenziali da sviluppare nei curricoli di Istituto, con gradualità e tenendo conto dell’età degli studenti. Per “Cittadinanza digitale” deve intendersi la capacità di un individuo di avvalersi consapevolmente e responsabilmente dei mezzi di comunicazione virtuali. Sviluppare questa capacità a scuola, con studenti che sono già immersi nel web e che quotidianamente si imbattono nelle tematiche proposte, significa da una parte consentire l’acquisizione di informazioni e competenze utili a migliorare questo nuovo e così radicato modo di stare nel mondo, dall’altra mettere i giovani al corrente dei rischi e delle insidie che l’ambiente digitale comporta, considerando anche le conseguenze sul piano concreto. L’approccio e l’approfondimento di questi temi dovrà iniziare fin dal primo ciclo di istruzione: con opportune e diversificate strategie, infatti, tutte le età hanno il diritto e la necessità di esserne correttamente informate.

Non è più solo una questione di conoscenza e di utilizzo degli strumenti tecnologici, ma del tipo di approccio agli stessi; per questa ragione, affrontare l’educazione alla cittadinanza digitale non può che essere un impegno professionale che coinvolge tutti i docenti contitolari della classe e del Consiglio di classe. Le principali tematiche sono relative a:

a) rischi e insidie dell’ambiente digitale

b) identità digitale / web reputation / cittadinanza digitale c) educazione al digitale (media literary).”

IL CURRICOLO DI ISTITUTO di EDUCAZIONE CIVICA

Il curricolo di Istituto di Educazione Civica fornisce una cornice entro la quale gli organi preposti possono carpire suggerimenti per intraprendere i percorsi didattici interdisciplinari anche collegati con i PCTO.

È definito curricolare perché ha come obiettivo quello di prevedere le fasi del percorso quinquennale, che lo studente è tenuto ad affrontare, per consentire il pieno sviluppo delle competenze di cittadinanza attiva.

Ogni consiglio di classe sarà tenuto a definire le linee del progetto pluridisciplinare in termini di contenuti/abilità/competenze potendo scegliere le tematiche proposte nel curricolo e associarle con gli stessi obiettivi che i PCTO richiedono nel secondo biennio e nel quinto anno.

Il percorso dovrà essere documentato sia nella fase della programmazione che in quella dell’esecuzione per consentire la valutazione periodica della materia e per dimostrarne l’attuazione ai fini della redazione Documento “del 15 maggio” richiesto per l’esame di stato.

ORGANIZZAZIONE

L’orario dedicato all’insegnamento dell’Educazione Civica, di un minimo di 33 ore, avverrà sulla base della seguente distribuzione oraria per ciascun anno di corso: -11/13 ore nel primo periodo didattico;

- 22/20 ore nel secondo periodo didattico

da svolgersi nell’ambito del monte ore complessivo annuale previsto dagli ordinamenti, comprensivo della quota di autonomia eventualmente utilizzata.

Ogni Consiglio di classe dovrà nominare il coordinatore di classe per l’educazione civica, approvare il progetto e una scheda riepilogativa della ripartizione delle ore attribuite ai docenti indicando la materia.

La scheda andrà poi consegnata al Coordinatore/Referente di Istituto per l’educazione civica.

METODOLOGIA DIDATTICA

Il percorso induttivo è consigliato poiché prende spunto dall’esperienza degli studenti, da situazioni personali o da notizie e avvenimenti di carattere sociale, politico o giuridico che permettano di calarsi spontaneamente nei temi di Educazione Civica.

Accanto all’intervento frontale, arricchito da sussidi audiovisivi e multimediali, e a lezioni partecipate, volte a sviluppare la dialettica, il confronto e il senso critico, si attiveranno forme di apprendimento non formale, (gli studenti dovranno partecipare alla creazione di prodotti narrativi, dovranno quindi disegnare, scrivere, fotografare, filmare, intervistare) e attività di ricerca laboratoriale.

Il cooperative learning costituirà uno strumento didattico privilegiato per rafforzare la motivazione e l’autostima del singolo e del gruppo di lavoro.

Fondamentale sarà la valorizzazione del ruolo propositivo, attivo e partecipe degli studenti alle attività proposte. A tale scopo, si consiglia anche il Service Learning come proposta pedagogica, metodologica e didattica che unisce il Service (la cittadinanza, le azioni solidali e il volontariato) e il Learning (un apprendimento significativo).

LA VALUTAZIONE secondo le Linee Guida

“La Legge dispone che l'insegnamento trasversale dell'Educazione civica sia oggetto delle valutazioni periodiche e finali previste dal DPR 22 giugno 2009, n. 122 per il secondo ciclo. I criteri di valutazione deliberati dal collegio dei docenti per le singole discipline, e già inseriti nel PTOF, dovranno essere integrati in modo da ricomprendere anche la valutazione dell’insegnamento dell’educazione civica. In sede di scrutinio il docente coordinatore dell’insegnamento formula la proposta di valutazione, espressa ai sensi della normativa vigente, da inserire nel documento di valutazione, acquisendo elementi conoscitivi dai docenti del Consiglio di Classe cui è affidato l'insegnamento dell'educazione civica. Tali elementi conoscitivi sono raccolti al Consiglio di Classe nella realizzazione di percorsi interdisciplinari.

La valutazione deve essere coerente con le competenze, abilità e conoscenze indicate nella programmazione per l’insegnamento dell’educazione civica e affrontate durante l’attività didattica. I docenti della classe e il Consiglio di Classe possono avvalersi di strumenti condivisi, quali rubriche e griglie di osservazione, che possono essere applicati ai percorsi interdisciplinari, finalizzati a rendere conto del conseguimento da parte degli alunni delle conoscenze e abilità e del progressivo sviluppo delle competenze previste nella sezione del curricolo dedicata all’educazione civica.

Il Service Learning chiede agli studenti di compiere concrete azioni solidali nei confronti della comunità, sostenendo la scuola nella collaborazione con le istituzioni e le associazioni locali. In questo modo si crea un circolo virtuoso tra apprendimento (Learning) e servizio solidale (Service) ed è la forma che si coniuga molto bene anche con gli obiettivi comuni dei PCTO.

Per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 la valutazione dell’insegnamento di educazione civica farà riferimento agli obiettivi /risultati di apprendimento e alle competenze che i collegi docenti, nella propria autonomia di sperimentazione, avranno individuato e inserito nel curricolo di istituto.
A partire dall’anno scolastico 2023/2024 la valutazione avrà a riferimento i traguardi di competenza e gli specifici obiettivi di apprendimento per la scuola del primo ciclo, gli obiettivi specifici di apprendimento per i Licei e i risultati di apprendimento per gli Istituti tecnici e professionali definiti dal Ministero dell’istruzione.
Il voto di educazione civica concorre all’ammissione alla classe successiva e/o all’esame di Stato del primo e secondo ciclo di istruzione e, per le classi terze, quarte e quinte degli Istituti secondari di secondo grado, all'attribuzione del credito scolastico”.